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La Camera approva la riforma dei Comites 292 voti a favore dei nuovi Consites Dopo l'approvazione di un emendamento,
il testo passa ora al Senato
(GRTV) Mentre la legge ordinaria che definisce le modalità di voto per i
nostri connazionali all'estero prosegue il faticoso cammino, la Camera ha approvato la legge di riforma dei Comites che, proprio in virtù della nuova legge, si chiameranno CONSITES.
Si ricorda che la legge,
d'iniziativa dei deputati Dameri ed altri; Tremaglia ed altri: su "Istituzione dei Consigli degli italiani all'estero, è stata approvata, in un testo unificato, dalla Camera e modificata dalla III Commissione permanente del Senato. La discussione sulle linee generali si era conclusa lo scorso 11 dicembre.
I lavori sono quindi iniziati con l'esame della legge e dell'unico emendamento presentato.
Fabio Calzavara, nella sua
dichiarazione di voto, è intervenuto sull'articolo 6 "in quanto dà indicazioni significative. Devo infatti chiarire che non vogliamo opporci all'importante provvedimento in esame e voglio spiegare le ragioni della nostra astensione: in sostanza, anticiperò anche una dichiarazione di voto sul complesso del provvedimento e, a meno che vi siano altre provocazioni come quella di poco fa, non interverrò sugli altri articoli ed in sede di dichiarazioni di voto finale. Dobbiamo comunque in qualche modo ripeterci, nell'osservare che i CONSITES prendono il posto dei COMITES, per cercare di sburocratizzare, semplificare, aumentare una rappresentanza, per molti versi dovuta, dei cittadini italiani all'estero: purtroppo, si cerca anche di ampliarla in maniera a nostro avviso criticabile, in quanto si dà la dovuta rappresentanza non solo ai cittadini italiani ma anche alle persone d'origine italiana, alterando un po' lo spirito del provvedimento. Tali considerazioni - ha continuato Calzavara - valgono anche con riferimento all'articolo 6: va infatti ricordato che lo scopo dei CONSITES è migliorare l'integrazione dei cittadini italiani. Non riusciamo a capire bene, allora, cosa s'intenda per integrazione: se ci si integra in un paese straniero, come credo sia avvenuto a molte persone d'origine italiana che hanno accettato un'unica cittadinanza, proprio per spirito d'integrazione, ci chiediamo perché si debba poi recuperare una fascia certamente importante che, però, grazie a questa possibilità offerta alle persone d'origine italiana, può intervenire sull'espressione di un parere vincolante ed obbligatorio anche ai nostri ministeri ed a nostri organismi istituzionali. Può peraltro trattarsi di questioni su cui possono esservi contraddizioni con gli interessi degli stessi cittadini, per esempio nel caso di tassazioni, oppure di favoritismi collegati a certi compiti previsti dal provvedimento, che potrebbero non essere super partes. In tal caso, la possibilità prevista potrebbe dare una facoltà che esula dai compiti d'integrazione o di chiara difesa dei diritti dei cittadini italiani all'estero: voglio dirlo per chiarezza. Inoltre, pur consapevoli che nel corso della precedente lettura alla Camera sono stati accolti alcuni emendamenti della Lega nord, osserviamo che resta comunque pur sempre un po' "fuori misura" l'intento di avere un provvedimento semplice ed accettabile dal punto di vista burocratico. Infatti, l'impianto è molto discutibile e appesantisce l'interpretazione a scapito del buon funzionamento dei Consites. Occorre sottolineare, inoltre, che questi ultimi devono avere informazioni dettagliate circa tutti i finanziamenti statali e regionali erogati agli enti e alle istituzioni esistenti della circoscrizione consolare. Ciò crea una struttura di valutazione che non ha eguali nella Repubblica italiana, vale a dire una struttura che non fa parte della pubblica amministrazione e diventa organo di consultazione obbligatoria, anche se, per alcuni versi, non vincolante, degli uffici diplomatico-consolari e dei ministeri.
L'articolo 3 prevede che i Consites esprimano parere motivato obbligatorio su tutte le richieste di contributo che sodalizi, associazioni e comitati, che svolgono nella circoscrizione
consolare attività sociali, assistenziali, culturali e ricreative a favore della collettività italiana, rivolgono al Ministero degli affari esteri. Forse sarebbe stato opportuno soffermarsi
maggiormente
sul provvedimento per migliorarlo e cercare di abbreviare le procedure per l'istituzione dei Consites e per rimediare alla scarsa partecipazione rilevata nei Comites. Ricordo che, purtroppo, in alcuni stati la percentuale di partecipazione è stata inferiore al 5 per cento. Tale fenomeno forse è servito da stimolo per l'allargamento agli oriundi italiani. Sarebbe stato utile coinvolgerli anche prima, ad esempio in occasione del voto. Si ha l'impressione - ha affermato concludendo l'On. Calzavara - che si voglia mantenere a tutti i costi un certo standard di partecipazione che, dal nostro modesto punto di vista, non sarà possibile avere, proprio perché si tende ad un allargamento esagerato. Per questi motivi, i deputati del gruppo della Lega nord Padania si asterranno nella votazione sul provvedimento in esame".
Di seguito, il Presidente ha indetto la votazione sull'articolo 6 che è risultato approvato con 309 voti.
Senza altre dichiarazioni di voto sono stati poi votati gli articoli 7 (288 sì, 1 no), 9 (287 sì, 21 astenuti), 11 (288 sì, 1 no), 12 (296 sì, 1 no).
Poi si è passati all'esame dell'articolo 29, nel testo della Commissione, e dell'unico emendamento ad esso presentato.
E' stato il Vice Presidente della III Commissione, Vito Leccese, nonché relatore
della legge, a rendere noto il parere favorevole della Commissione stessa sull'emendamento 29.2. Parere favorevole confermato anche dalla rappresentante del Governo, Elena Montecchi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
L'emendamento è stato quindi approvato con 298 voti. Dopo l'approvazione degli articoli 29 e 30, i deputati si sono espressi sul testo generale della proposta.
In merito, è intervenuto l'On. Francesco
Amoruso ricordando il ritardo con cui il testo è stato discusso. "Non dobbiamo dimenticare che il Senato ha approvato questo provvedimento il 7 aprile 1999; oggi siamo nel 2001, quindi penso che non sia più il caso di soffermarci su di esso. Bisogna solo ricordare che questo provvedimento ci è stato sollecitato da tutti durante la Prima Conferenza mondiale degli italiani nel mondo, perché è vero che ci sono stati casi in cui solo il 5 per cento ha partecipato alle elezioni, ci sono stati anche altri casi - in modo particolare nelle ultime elezioni dei Comites - in cui vi è stata una forte partecipazione delle nostre comunità, e se qualche volta questo non è potuto accadere ciò non è dipeso dai nostri connazionali residenti all'estero, ma spesso da certe strutture che non consentivano la conoscenza e, quindi, la diffusione del voto stesso. Oggi approviamo con grande soddisfazione un provvedimento di riforma che era nella volontà di tutti, perché si tratta di una nuova articolazione che trasforma i Comites in Consites, cioè in Consigli degli Italiani all'Estero". Amoruso ha quindi dichiarato il voto favorevole di Alleanza Nazionale.
Anche l'On. Gualberto Niccolini ha rimarcato il notevole ritardo che ha caratterizzato questa proposta di riforma. "Siamo ormai già alla terza lettura e, quindi, penso non vi siano
dubbi sulla necessità di approvarlo quanto prima, anche perché vorremmo che questo passaggio dai Comites ai Consites fosse un benaugurante motivo affinché Camera e Senato riescano
in tempi brevi ad approvare anche la legge elettorale per gli italiani all'estero. Abbiamo approvato tutta una serie di provvedimenti; manca soltanto l'ultimo e speriamo che dall'approvazione rapida di questa riforma si arrivi anche all'esercizio effettivo del diritto di voto degli italiani all'estero, che è quanto ci stanno chiedendo i nostri connazionali".
Terminate le dichiarazioni di voto, il Presidente ha indetto le votazioni sul testo di riforma. Su 309 presenti, 293 votanti, 16 astenuti, una maggioranza di 147, hanno votato sì 292
deputati, contrari 1.
R.Z./GRTV
18 gennaio2001
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